Team building , come favorirlo in 4 passi

Il team building è sottovalutato nonostante in astratto non abbia controindicazioni:

tutti sappiamo intuitivamente che si lavora meglio in un ambiente sereno e stimolante.

Ognuno di noi ha una personale visione di cosa sia il lavoro di gruppo determinata dalla propria esperienza come studente, membro di una comunità o dipendente di un’azienda.

La psicologia della Gestalt profetizzava come “l’insieme sia qualcosa di più e di diverso dalla somma delle singole parti” e ogni esperto di strategia aziendale ci confermerà che un efficace lavoro di gruppo potrebbe permetterci di conseguire risultati superiori alle aspettative.

Ma l’altra faccia della medaglia è data dal fatto che creare uno spirito di squadra positivo sia operazione tutt’altro che facile.

Il punto di partenza è la presa di coscienza da parte di tutti i membri di interagire dipendendo l’uno dall’altro e di condividere obiettivi comuni.

Ma l’interazione è una parola neutra:

non comporta necessariamente vantaggi e non è sempre frutto di una scelta.

Il vero traguardo da raggiungere deve essere l’integrazione:

ovvero la valorizzazione di tutti i componenti del team e delle rispettive competenze in un quadro unitario.

Il team building pretende la definizione di obiettivi chiari:

non è pertanto necessario domandarsi come aumentare il fatturato o come aumentare le vendite quando come migliorare il rendimento dei singoli per un fine colletivo.

Ma nell’ottica di una pianificazione aziendale adeguata, quali sono i passi da compiere per favorire il team building?

Determinare un obiettivo comune:

Se non sai dove stai andando, di sicuro non raggiungerai la meta. Se tutti i collaboratori sanno con certezza qual è l’obiettivo, diventano abili all’azione e motivati al conseguimento dello stesso.

Fare dell’interdipendenza un punto di forza

Far capire a ogni componente quanto sia importante all’interno del team è uno straordinario fattore motivazionale e responsabilizza a dare il meglio di sé. In tale ottica, sono molto interessanti nuovi approcci di strategia aziendale mirati a valutare non i risultati ma le azioni ( Balanced Scorecard , BSC )

Definire chiaramente procedure operative e ruoli

Non si tratta di soffocare la creatività e l’inventiva dei collaboratori ma di ridurre il rischio di incomprensioni e malumori devono sapere quali compiti devono svolgere, le modalità più efficienti e a chi rapportarsi nell’esecuzione delleoperazioni;

Puntare sul senso di responsabilità

Non nasce con noi e non dura per sempre.

Non si deve ricercare attraverso la minaccia di sanzioni continue quanto grazie alla gratificazione che accompagna il riconoscimento della bontà del proprio lavoro.

Ma quali sono i vantaggi del lavorare in gruppo con un teambuilding di valore che possono essere ravvisati dagli stessii protagonisti?

Ricavare maggiori informazioni e in tempi più rapidi:

Lo scambio di informazioni e di know how è uno straordinario veicolo di crescita personale.

Non soltanto amplia le proprie prospettive grazie al confronto con personalità differenti ma favorisce la costituzione di una visione d’insieme indispensabile in una strategia aziendale di largo respiro;

Maggiore capacità nel fronteggiare le difficoltà:

Di fronte a un problema , una delle preoccupazioni maggiori è di sentirsi isolati e abbandonati al proprio destino. Sapere di poter contare sull’ausilio di un team riduce lo stress e migliora l’efficienza nel trovare soluzioni appropriate.

Concentrarsi nell’attività in cui si è specialisti:

Nessuno nasce “imparato” e nessuno può avere la presunzione di saper fare ogni cosa mantenendo i medesimi standard di eccellenza.

Molti imprenditori si perdono per la volontà di accentrare sulla propria figura ogni mansione a volte per il desiderio di ridurre i costi, altre volte per mancanza di fiducia nei confronti dei collaboratori.

La verità è che se incanaliamo le nostre energie per l’attività in cui siamo specialisti offriremo un contributo maggiore all’azienda e ci sgraveremo del timore di doversi esprimere in un settore in cui siamo meno preparati.

Avevamo visto come nello sport la costruzione di uno spirito di gruppo è un fattore in grado di segnare la differenza tra vittoria e sconfitta, tra successo e fallimento.

Ma in ambito aziendale, la presenza di un team affiatato e sulla stessa lunghezza d’onda è altrettanto decisivo.

Perché se è vero che si può essere determinanti per il raggiungimento di un risultato , è altrettanto vero che non si vince mai da soli.

L’immagine dell’uomo solo al comando è romantica ma si scontra fatalmente con la prova empirica dei risultati aziendali.

Per antitesi è altrettanto minacciosa la pressione al conformismo (group think):

ovvero, la difficoltà per alcuni collaboratori di esprimere il proprio punto di vista allorché questo si scosta dall’opinione della maggioranza.

E’ proprio il dialogo a consentire di capire come affrontare un problema e un team in cui non si discuta sulle modalità di intervento rischia di commettere errori sostanziali per mancanza del necessario confronto interno.

Piuttosto, un imprenditore può avere la lungimiranza di individuare una figura esterna professionale – uno psicologo del lavoro – che grazie alla competenza e all’esperienza acquisita in realtà simili possa favorire le dinamiche interpersonali all’interno dell’azienda finalizzandola al raggiungimento di obiettivi comuni.