Strategia aziendale : non è mai troppo tardi per arrivare al successo

A che età bisogna accantonare i sogni giovanili e dedicarsi a un’attività che garantisca maggiori certezze secondo i parametri della strategia aziendale? A chi non è capitato di ripensare con un briciolo – talvolta anche con più di un briciolo – di nostalgia alle speranze che aveva da ragazzo comparandole alla monotonia della sua situazione attuale? Eppure il successo per quanto capriccioso sa essere anche galantuomo finendo con il premiare chi abbina talento e determinazione e ha la tenacia di continuare a credere in sé anche quando sembrerebbe che stia per calare il sipario

.Persino nel settore creativo per eccellenza, l’arte,quello in cui sembrano estranee espressioni come aumentare il fatturato e come aumentare le vendite o generare liquidità per l’azienda , è fondamentale saper pianificare ogni azione per valorizzare il proprio estro con una strategia aziendale efficace.
Riconoscete questo quadro? Si chiama Sugaring Off, è stato battuto all’asta per una cifra superiore al milione di dollari nel 2006 ed è stato dipinto da Anna Mary Moses, ribattezzata in seguito Grandma. Se non siete esperti di raffigurazioni di paesaggi americani, non vi stropiccerete gli occhi alla notizia che è stato realizzato nel 1943 e che si tratta di una delle prime opere della pittrice. Ma potrebbe meravigliarvi la rivelazione che all’epoca aveva già 76 anni ed aveva da poco preso in mano pennelli e tavolozza.

Come mai? Semplice, perché nonostante la vena artistica l’accompagnasse da sempre, aveva dedicato gran parte della sua vita a seguire le raccomandazioni degli altri. “Altro che dipingere tele: pensa a trovarti un marito e a mettere su famiglia” le intimavano i genitori quando era poco più che adolescente. E lei si è quasi rassegnata a seguire la strada che era stata tracciata: ha sposato un uomo con cui condivideva il lavoro nella fattoria e tutto il tempo libero era dedicato all’accudimento della casa. Finché ormai anziana si è ritrovata vedova, troppo stanca per curare i campi, con i figli ormai grandi e con una loro famiglia a cui pensare. Ma proprio mentre rifletteva malinconicamente su cosa le avrebbe destinato il futuro, bastò un colloquio con la sorella per ribaltare prospettiva e vedere la vita con nuovi colori.
“Ora finalmente puoi pensare a te stessa e alle tue passioni. Perché non riprendi a dipingere?”
“Ma adesso?” replicò timorosa Anna Mary.
“Se non ora, quando?” disse la sorella abbozzando un sorriso. E così inizia una nuova avventura che andrebbe fatta leggere ai guru di strategia aziendale per mostrare come spesso si possa costruire un impero partendo da risorse pressoché nulle. L’investimento iniziale di Grandma si limitava ai pochi dollari necessari per acquistare pennelli e colori nel negozio del paese. E con quelli dà via libera al suo genio che modella le prime creazioni: dovrebbe essere un passatempo ma un commerciante del quartiere le chiede se può esporle fissando il prezzo di vendita all’esorbitante cifra di tre dollari cadauna. Anna Mary si sente rinata ma non sa che il meglio deve ancora venire. Un automobilista sta tranquillamente procedendo con la sua vettura quando vede le opere in vetrina e inchioda. Entra trafelato e dopo aver chiesto quanto costassero quelle tele, decide di comprarle tutte. Qualcuna la tiene per sé, altre decide di farle visionare da critici d’arte che rimangono esterrefatti e caldeggiano l’esposizione al Contemporary Unknown American Painters del Museum of Modern Art di New York. E da quel momento si susseguono riconoscimenti e copertine: lei gestisce l’improvvisa fama con una strategia aziendale da far invidia a un esperto di marketing. Rilascia interviste, firma autografi, è ospite in televisione: diventa una star perché oltre ad essere apprezzata per il proprio talento, mostra a tutti come si possa vivere facendo ciò che si ama e che facendo ciò che si ama…si vive meglio. E infatti, nonostante abbia iniziato decisamente tardi, la sua carriera sarà lunghissima perché dipingerà sino alla morte, giunta a 101 anni. Dimostra come i sogni dei bambini non muoiano mai: li possiamo raccogliere quando diventiamo adulti e tramandarli ai bambini delle generazioni del futuro.