Quanti cambiamenti affronti con uno spirito positivo?

I cambiamenti oggigiorno avvengono in modo sempre più veloce.

Il più delle volte guardiamo passare un cambiamento in modo passivo.

Perché? Hai fatto mai fatto delle riflessioni sul tuo rapporto con il cambiamento?

Siamo continuamente catapultati in contesti, complessi ma allo stesso tempo ricchi di opportunità.

In questo spazio imprevedibile e competitivo abbiamo necessità di saper cogliere ogni cambiamento per non restare indietro e subire questo passaggio inermi.

E’ fondamentale che tu abbia chiaro il rapporto che hai con il cambiamento sia sul lato professionale che su quello personale.

Ti poni in modo aperto al cambiamento? Sai riconoscere le occasioni? Sai coglierle e trasformarle in opportunità per la nostra tua vita personale e professionale?

Scopriamolo insieme.

Quali sono i punti essenziali per comprendere che rapporto hai con il cambiamento e migliorarlo?

Affrontare il cambiamento con positività ti permetterà di crescere sia a livello personale che professionale.

Il primo punto per “stare nel cambiamento” è vederlo!

Sembra banale a dirsi ma non tutti riescono a cogliere i segnali del cambiamento.

Riconoscere il cambiamento e accettarlo è il primo passo per capire che rapporto hai con il cambiamento.

(Quando mi sono accorto che la musica non si ascoltava più con i CD e scoprivo gli MP3 i miei figli già usavano spotify).

Perché alcune persone, pur dotate di adeguato sistema percettivo (vista, udito) sembrano non essere capaci di vedere le novità?

Probabilmente perché dal punto di vista psicologico subentra una barriera difensiva, di cui si è inconsapevoli ma che ha l’intento di proteggerci dal nuovo che potrebbe ferirci.

Talvolta queste barriere sono condivise dall’intero gruppo di lavoro.

Il nuovo, l’ignoto ci spaventa, abbiamo paura, proprio per questo devi essere in grado di definire che rapporto hai con il cambiamento.

Un esempio pratico

Ti ricorderai sicuramente della Kodak, azienda leader mondiale (quasi incontrastata) nella produzione di pellicole e carta fotografiche.

Con l’avvento della fotografia digitale la Kodak ha incontrato una tale serie di resistenze interne.

Queste resistenze le hanno impedito di cogliere le nuove opportunità, come servizi on-line di pubblicazione foto, cornici digitali, programmi e servizi di fotoritocco, corsi di fotografia digitale, ecc.

La conseguenza?

Oggi la Kodak è un’azienda che occupa un ruolo marginale nella vendita delle macchine fotografiche digitali.

Per questo è fondamentale che tu capisca che rapporto hai con il cambiamento così da poterlo accettare e migliorarti.

Se vedo il cambiamento ne devo prendere atto e quindi sono costretto prendere una decisione (Chiudo?  Mi trasformo?)

Se non lo vedo, almeno per un po’ posso proseguire nella mia routine (la famosa Comfort Zone di cui parleremo in un altro articolo).

Il secondo punto, posto che il cambiamento sia stato visto, è rispondere.

La risposta al cambiamento cambia a seconda della percezione che abbiamo dell’evento e quindi dell’interpretazione cognitiva che gli attribuiamo.

Ma cosa succede quando questo si verifica?

Quale reazione hai quando si verifica un cambiamento?

Le risposte possibili sono due:

  1. L’evento viene percepito come una MINACCIA e in quanto tale provoca emozioni negative. In questo caso la risposta comportamentale sarà quella di opporre una resistenza passiva o attiva.

Passiva: fingo di non aver sentito la notizia, di non aver ricevuto la richiesta di cambiare il mio modus operandi, fingo di non aver capito, di aver dimenticato, ecc.

Attiva: razionalmente cerco di “smontare” l’esigenza di cambiare la situazione, il contesto, il processo. (costa troppo, non funziona, sarà un flop, la gente non capirà, non ho le competenze per farlo, non spetta a me…).

In entrambi i casi si rischia di rimanere in una palude.

  1. L’evento viene percepito come una SFIDA e provoca emozioni positive. In questo caso la risposta comportamentale sarà l’accettazione e l’attivazione per fornire un contributo positivo al piano di cambiamento/miglioramento.

Definire che rapporto hai con il cambiamento è il punto di partenza.

Inizia ad attuare alcune strategie per allenare il tuo intuito a vedere e cogliere le opportunità che passano ogni giorno senza che tu te ne accorga.

Modifica il tuo approccio nei confronti del cambiamento.

Due strategie per reagire al cambiamento

Vuoi entrare in contatto con le strategie che ti permetteranno di capire che rapporto hai con il cambiamento e migliorarlo?

Una prima strategia consiste nel sintonizzare la mente sui tipi di opportunità che volete incontrare o sui problemi che volete risolvere.

Concediti il tempo e la libertà di esaminare l’ambiente circostante, ricerca possibili soluzioni o nuove opportunità.

Un esempio?

La scoperta del verderame è avvenuta proprio così. Questo composto è ancora oggi un fungicida piuttosto efficace per proteggere piante di ogni genere – ma lo usiamo molto meno in favore di alternative più moderne anche se non necessariamente migliori.

Non nacque però con lo scopo di uccidere i funghi delle piante.

Ci incappò per caso il botanico Pierre Millardet, che nel 1874 si aggirava sconsolato tra le vigne di Bordeaux, contemplando la propria impotenza di fronte a un fungo che stava uccidendo un intero settore economico. A un certo punto fu sorpreso dal vedere alcune piante che sembravano immuni dal parassita, e andò di corsa dal proprietario a chiedere lumi: saltò fuori che il viticoltore, stanco dei passanti che gli rubavano l’uva, aveva cosparso le piante con un misto di sostanze prese a caso dal magazzino, per renderle brutte e poco appetibili. E così  una delle vigne migliori del mondo venne salvata.

Una seconda strategia consiste nello sfruttare il potere della prospettiva.

Qualsiasi persona, oggetto, prodotto, servizio, relazione, situazione, avvenimento, organizzazione può essere osservata attraverso molte ottiche diverse.

Spesso una certa ottica ci sembra rassicurante sul piano emotivo oppure la abbracciamo perché l’hanno già fatto altre persone e non vogliamo andare controcorrente.

Il problema principale è che il cervello, dopo aver guardato la realtà in una determinata maniera più o meno a lungo, trova molto difficile utilizzare una qualsiasi altra prospettiva.

Pensiamo di essere sulla strada giusta solo perché è un sentiero molto battuto.

Noi esseri umani, spesso vogliamo cogliere le medesime occasioni, tendiamo a ragionare tutti in maniera analoga.

Per riconoscere l’opportunità  inaspettata invece è necessario adottare un’ottica inconsueta e singolare.

È necessario mettere in discussione i preconcetti e togliersi i paraocchi, per non restare intrappolati nel contesto nelle esperienze passate o nelle proprie emozioni.

Chiarisci che rapporto hai con il cambiamento, abbraccia una prospettiva che altri non adotteranno, incoraggiare l’innovazione e l’originalità, usa analogie nuove per analizzare le circostanze, cerca dove gli altri non cercano.

Occorre essere curiosi e non apatici, occorre imparare a stimolare la mente a essere curiosa ogni volta che incontra qualcosa di strabiliante e inconsueto.

Ogni volta che ci imbatteremo in un’esperienza insolita, bizzarra, sorprendente dobbiamo chiederci “perché?” e non passare oltre.

Le persone che caratterialmente sono curiose hanno molte più occasioni propizie degli altri.

Quindi la curiosità va alimentata e non frenata.