A cosa serve l’università? Siamo ancora nell’epoca in cui una laurea è garanzia di successo e prospettive lavorative?

Il modello gestionale è la chiave per la crescita di qualunque impresa o attività professionale. Ma quali sono i presupposti per assicurarsi il successo nel mondo lavorativo?

Un interessante libro di Bryan Kaplan, The case against education, mette in discussione alcuni capisaldi sulla formazione.
Il sottotitolo, volutamente provocatorio, recita così: “Perché il sistema educativo è una perdita di soldi e di tempo”.

L’accusa contro il mondo della scuola appare evidente e ad un primo sguardo potrebbe sorprendere sapere che Caplan è un professore di economia dell’università di Princeton.
Insomma, dovrebbe essere una critica dall’interno, ma nel corso del testo si comprende meglio quale sia l’obiettivo della disamina dell’autore.

Modello gestionale scolastico:  il paradosso dell’istruzione

Ci sono due dati che sembrano in contraddizione tra loro: uno a favore del sistema scolastico, l’altro a discredito dello stesso. Secondo una statistica determinati titoli accademici garantiscono ai laureati un compenso superiore addirittura del 73% a chi non possiede lo stesso alloro.

Bene, la spiegazione più ovvia è che chi ha frequentato questi atenei ha acquisito competenze fondamentali da spendere nella propria vita professionale. Ma lo stesso Caplan sentenzia che gran parte delle conoscenze che uno studente apprende nel proprio percorso scolastico sono inutili.

Fin dalla scuola elementare si studiano argomenti che non hanno alcuna corrispondenza pratica nella vita di tutti i giorni e che non offrono alcun plus in ambito professionale.

Modello gestionale scolastico: i reali vantaggi della laurea

Secondo Caplan non è quindi nella conoscenza che risiede il vantaggio per chi ha una laurea. Eppure, dopo una critica così accesa, è lo stesso autore ad ammettere che non suggerirebbe a nessuno di abbandonare o desistere da un percorso accademico. Semplicemente deve ripensare a quelli che sono effettivamente i vantaggi di un lungo percorso scolastico.

1. La segnalazione positiva. Chi deve assumere, non sceglie un laureato perché ne sa di più. Quanto meno non è questa la motivazione principale. Tuttavia, aver completato un importante percorso accademico denota una predisposizione ad apprendere, tenacia nel volersi migliorare e nell’ascoltare gli altri.

Insomma, la laurea corrisponde a una segnalazione positiva. E’ il procedimento inverso rispetto alle recensioni che gli utenti rilasciano sul web dopo aver consumato un prodotto o usufruito di un servizio. Chi legge i commenti completa la propria decisione d’acquisto fidandosi della valutazione di altri.

2. La forma mentis. Nessuna laurea garantisce una competenza eterna. E allora perché destinare migliaia di ore sui libri per avere un titolo? Principalmente perché si acquisisce la competenza per continuare ad imparare.

Chi si laurea in informatica comprende perfettamente come dovrà continuare ad aggiornarsi quotidianamente per non essere spazzato via dai continui progressi tecnologici. Chi studia economia apprende come valutare complessivamente un problema. Magari alcune teorie che ha studiato sui libri diventeranno obsolete, ma avrà la competenza critica per osservare ogni situazione riconoscendo gli aspetti salienti.

In questo vi è un parallelismo con ogni modello gestionale di successo. Infatti, il modello gestionale, non è una tavola sacra impressa sulla pietra e impossibile da scalfire. Un modello gestionale deve saper aderire alle caratteristiche specifiche di un’impresa, adeguarsi ai repentini cambiamenti che intervengono sul mercato e auto-migliorarsi costantemente recependo i dati dall’esterno.

Il contributodi Caplan al dibattito su scuola e lavoro

Il testo di Caplan ha il grande pregio di mantenere il giusto equilibrio nel dibattito sul valore dell’istruzione. Evidenzia il rischio di chi giudica in termini assoluti i titoli accademici come unica discriminante nel riconoscimento del valore professionale di un individuo. Ammette come il sistema scolastico attuale vada ripensato e riformulato iniziando principalmente dalla formazione di chi deve insegnare ed educare.

Tuttavia, sottolinea come  l’alternativa non possa essere il qualunquismo di chi scredita un’istituzione senza avanzare un’alternativa plausibile. La laurea rimane così una segnalazione positiva ed importante verso l’esterno oltre che un traguardo per la propria crescita personale.

Modello gestionale di successo e scuola: il legame tra sistema educativo e lavoro