Le competenze sociali ed emotive saranno fondamentali nel mercato del lavoro.

L’intelligenza emotiva è al sesto posto tra le 10 soft skills che saranno più richieste dalle aziende entro il 2020.

In un mercato sempre più competitivo e in continuo cambiamento le aziende hanno compreso che i collaboratori oltre a “saper fare” devono  “saper essere in ogni situazione”. In altre parole, oltre alle competenze tecniche legate al ruolo, sono necessarie tutte quelle competenze chiamate trasversali utili alla gestione delle relazioni, tra cui spicca l’intelligenza emotiva.

Ad oggi, nella selezione del personale, la scelta delle aziende verte tendenzialmente verso chi, a parità di competenze tecniche, dimostra di aver avuto delle esperienze in cui sono state determinanti le competenze sociali ed emotive.

Il linea generale, come emerge dal “The Future of Jobs Report” del World Economic Forum, nei prossimi anni il mercato del lavoro premierà  chi possiede soft skills sociali come la capacità di persuasione, la capacità di insegnare e l’intelligenza emotiva.

Intelligenza emotiva, una competenza strategica

Come emerge dal World Economic Forum le competenze sociali ed emotive sono e saranno sempre più strategiche per lo sviluppo e la competitività delle imprese.

Le competenze tecniche, che garantiscono il funzionamento ottimale delle aziende, devono essere necessariamente integrate da quelle comportamentali.

Quali sono le 10 soft skills fondamentali?

Le dieci soft skills individuate come strategiche nel “The Future of Jobs Report” sono:

  1. Problem solving delle situazioni complesse: la capacità di riuscire a trovare in modo rapido delle soluzioni efficaci;
  2. Pensiero critico: la capacità di aprirsi a più prospettive superando abitudini consolidate e visioni parziali;
  3. Creatività: la capacità di trovare soluzioni alternative, anche inusuali, utilizzando anche il pensiero laterale;
  4. Gestione delle persone: la capacità di saper motivare, premiare o sanzionare i collaboratori;
  5. Coordinarsi con gli altri: la capacità di lavorare in team sapendo gestire priorità e interagire con persone diverse tra loro;
  6. Intelligenza emotiva: la capacità di comprendere e gestire le proprie e le emozioni altrui, con la consapevolezza che le emozioni influenzano i comportamenti e le dinamiche tra le persone;
  7. Capacità di giudizio e presa di decisioni: il saper gestire le fasi di incertezza e indicare le soluzioni nel momento opportuno;
  8. Orientamento al servizio: la capacità di essere collaborativi e attenti a soddisfare le esigenze delle persone;
  9. Negoziazione: saper gestire piccole e grandi trattative utile al raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  10. Flessibilità cognitiva: la capacità di adattare il proprio comportamento a contesti e regole differenti 

Come evolveranno le skills? Le competenze sociali ed emotive avranno sempre più importanza

Ma che cos’è l’intelligenza emotiva? A cosa serve?

L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere, valutare e gestire con consapevolezza le proprie emozioni e quelle degli altri, leggendo i segnali della comunicazione verbale e non verbale.

Come è evidente, l’intelligenza emotiva permette di gestire al meglio ogni tipo di relazione, ed è comprensibile come una competenza di questo tipo possa essere utile, se non fondamentale, nei rapporti professionali.

Chi ha una sviluppata intelligenza emotiva, infatti, ha la capacità di lavorare in modo ottimale in team, perché ha una grande abilità nel trovare il modo di coinvolgere e motivare le persone con cui si relaziona. Solitamente una persona con una grande leadership ha delle ottime competenze emotive.

L’intelligenza emotiva non è solo una competenza utile alla gestione dei rapporti con i propri collaboratori o colleghi, ma anche con i  clienti e i potenziali clienti. Alla base della costruzione del rapporto di fiducia con il cliente, infatti, c’è l’empatia, che è una delle abilità riconducibili all’intelligenza emotiva.

Che cos’è l’empatia?

L’empatia è la capacità di leggere ciò che provano gli altri, attraverso i segnali della comunicazione verbale e, soprattutto, non verbale, sapersi mettere nei loro panni e agire in modo da trovare un punto d’incontro positivo sia per noi sia per l’altra persona.

L’empatia, quindi, permette di costruire e mantenere delle relazioni in cui l’altra persona possa sentirsi ascoltata rispetto ai propri bisogni e alle proprie esigenze.

E’ evidente che una relazione con il cliente impostata su queste basi sarà caratterizzata dalla fiducia reciproca e potremo diventare con facilità il suo punto di riferimento.

Si può sviluppare l’intelligenza emotiva?

La risposta è sì, è possibile lavorare sulla propria intelligenza emotiva, migliorarla e potenziarla con l’esercizio. Per comprendere se hai bisogno di sviluppare la tua intelligenza emotiva, prova a riflettere e a rispondere alle domande qui di seguito con estrema sincerità.

Il punto di partenza sei tu

Sei in grado di riconoscere, valutare e gestire le tue emozioni in ogni situazione?

E poi: sei in grado di riconoscere, valutare e gestire le emozioni degli altri in ogni situazione?

Infine: sei una persona empatica? Sei in grado di descrivere una situazione in cui hai utilizzato la tua capacità di empatia?

Se hai risposto sì a tutte le domande, hai un’ottima intelligenza emotiva e ne sei consapevole. Se hai risposto anche a una sola domanda con un no, devi sicuramente lavorare sulla tua intelligenza emotiva.

Nel prossimo articolo ti dirò come fare.