Ti sembra di non avere mai abbastanza tempo? E se la colpa fosse tua?!?

Come abbiamo visto in un precedente articolo, la gestione del tempo è una priorità per tutti. Eppure sembra di non fare mai abbastanza, di essere sempre in ritardo. Vorremmo accelerare, ma non è possibile. Avete presente uno sciatore professionista? Ovviamente, vuole vincere la gara e per farlo deve riuscire a completare il percorso in meno tempo rispetto agli avversari.
Ha necessità di andare veloce, ma c’è un problema: non ha un motore. Uno sciatore non può schiacciare un pedale, un pulsante o una leva che permettano di aumentare automaticamente la velocità come può fare un pilota di aerei o macchine. L’unica spinta che ha è la forza di gravità: la sua bravura sta nel non dissiparla. Tutti i movimenti eccessivi, superflui rallentano la corsa. Insomma, per andare veloce non può accelerare ma deve cercare di frenare il meno possibile.

E come può esserci d’aiuto questa metafora sportiva nel nostro discorso sulla gestione del tempo? Semplice, dobbiamo applicare lo stesso principio. Non possiamo trasformare le giornate rendendole di 30 ore e per alcune attività non possiamo ridurre i tempi di esecuzione (l’effetto sarebbe di farle male con risulati ancora peggiori). Ma dobbiamo evitare tutto ciò che ci frena e ci rallenta. Eliminiamo il superfluo. Il principio è: “Più tempo hai e più ne sprecherai”.
Per ovviare a questa tendenza, per prima cosa dobbiamo misurare quanto tempo dedichiamo ad attività superflue. Diffidate da chi dice: “Non ho mai un minuto per me”. Siate oggettivi e cercate di misurare ogni singolo momento della giornata. Non fidatevi della vostra memoria, ma annotate tutto. Trascrivete su un foglio ogni attività e quanto tempo avete dedicato. Perché farlo dato che è un compito noioso? Per rendervi conto di ciò che effettivamente fate. Per esempio, potresti accorgervi che avete controllato la vostra mail 20 volte o che vi siete fermati una dozzina di volta per rispondere a post su Facebook, a tweet o per commentare su Instagram. Sul momento vi sembravano “attimi” di pausa ma poi si rivelavano complessivamente minuti ed ore mal utilizzate.

Gestione del tempo : il trucco delle scatole

E’ bello avere obiettivi a lunga scadenza, ma a volte stabilire tappe più brevi ci può aiutare. Infatti è buona regola temporizzare ogni attività considerandola completata con successo soltanto se terminata negli intervalli prestabiliti. Determinare, quindi, delle scatole del tempo ridotte da dedicare interamente a un compito, lasciandosi liberi per altre attività al di fuori di esse.
Facciamo un esempio. Per uno studente che deve preparare un esame, la sensazione più frustrante è di passare le giornate tra i libri rimanendo indietro rispetto alle scadenze. Non conviene iniziare con un generico: “Oggi si studia” con il rischio di interrompersi, ricominciare, rifermarsi e perdere la concentrazione. Molto meglio definire una smart box di mezz’ora con l’impegno di completare in quel lasso di tempo il numero di pagine prefissato.
Magari, premiandosi con una pausa da sfruttare in un’attività a proprio piacere al termine della scatola del tempo. E’ un sistema modulare che ha il vantaggi di motivarci con obiettivi raggiungibili e di valutare da soli quanto tempo impieghiamo per un compito.

Gestione del tempo : l’inganno delle priorità

Da studenti, quale materia iniziavate a studiare prima quando eravate carichi di compiti? Quasi sempre gli alunni cominciano dalla disciplina che preferiscono. E quando si è adulti, la tendenza è di preferire un’attività comoda al mattino per tenerci lo scoglio più duro più avanti. Il risultato? Finiamo la prima incombenza ma siamo un po’ più stanchi e prendiamo una pausa.
Rimandiamo e concludiamo avendo poco tempo e poche energie per quello che doveva essere il momento clou del nostro programma giornaliero. Dobbiamo sempre tenere conto delle priorità (altrimenti non si chiamerebbero così!). Meglio completarle e piuttosto rinunciare a ciò che è accessorio.
E’ una strada apparentemente più difficile, ma rimandare i problemi è soltanto un inganno contro noi stessi.