Cosa significa dare vita a una start up?

Ci sono oltre 8.000 start up in Italia e le registrazione di nuove imprese sale al ritmo di 250 al mese.

Ma cosa è effettivamente una start up?

E’ un tipo di società o organizzazione che si propone di trovare soluzioni strategiche che siano replicabili e che permettano di crescere indefinitamente.

La definizione spiega alcuni dei caratteri fondamentali di una start up:

la flessibilità nell’adattarsi alle esigenze imposte dal mercato e l’innovazione nel fornire nuove risposte.

Insomma, vengono rivisti alcuni luoghi comuni dell’imprenditoria classica: scompaiono capannoni, magazzini, strutture rigide.

Ma questo non significa che  dare vita a una start up sia facile e che il successo sia assicurato.

Purtroppo, molte start up non hanno vita lunga e, spesso, gli errori che determinano ala crisi, risiedono nelle scelte alla base.

Per quale motivo molte start up chiudono entro il primo anno di vita? Ci sono principalmente due ragioni:

1. Si tratta di una start up che non può essere un business:

E’ il caso di chi ha aperto un’attività spinto più dall’entusiasmo personale o dalla tentazione di sfruttare agevolazioni fiscali senza aver fatto alcuno studio preparatorio.

Se ciò avviene, il problema l’impegno o la competenza non bastano: quando il servizio che viene offerto non ha un mercato sufficiente o quando il margine di guadagno non è valido, la start up è destinata all’insuccesso.
Se una cosa piace a noi, non è detta che debba piacere a tutti. A volte basterebbe una breve ricerca per rendersi conto che il fulcro della propria attività non può rivelarsi un business.

2. La start up avrebbe i requisiti per essere un business, ma la gestione non è corretta:

Anche l’idea più brillante può tramutarsi in un fallimento di vendite se i passaggi di preparazione non sono corretti.

Gli errori più comuni sono legati alla gestione finanziaria: durante la fase di crescita viene assorbita liquidità e, senza pianificazione, si rischia di andare in difficoltà.

A volte non si è neppure previsto come finanziare le spese immediatamente successive all’apertura dell’attività.

Il risultato?

Ritrovarsi dopo pochi mesi a rincorrere prestiti, a cercare soluzioni estemporanee perdendo di vista il reale benessere della propria start up. Ed ecco che ansia e paura non aiutano.

I debiti non sarebbero terribili ma tra soci cresce il malumore e per appianare il bilancio si fanno scelte che diventano un boomerang.

L’altro grave rischio è legato la cash flow, ovvero al flusso di cassa.

Vi sembrerà incredibile ma ci sono attività che vanno in crisi anche quando il fatturato aumenta.

Come è possibile?

Semplice, vi è una disparità nei tempi tra le entrate che tardano (perchè i pagamenti dei clienti sono postdatati) e le uscite che, invece, sono immediate.

E così si finisce per lavorare nell’emergenza aprendo falle sempre più preoccupanti.

Il servizio diventa più scadente perchè manca la liquidità per pagare personale e/o distributori entrando in un drammatico circolo vizioso.

Dare vita a una start up significa dare una risposta innovativo a un bisogno percepito dai consumatori.
Dare vita a una start up di successo significa tradurre in risultati concreti le proprie ambizioni grazie a una gestione attenta di ogni area del proprio business.

Non si apre una start up per improvvisare:

analizzare cosa voler ottenere, come raggiungere gli obiettivi e verificarne la fattibilità finanziaria rappresentano momenti imprescindibili per arrivare al successo.

Se vi è una pianificazione anche le difficoltà e gli ostacoli vengono valutati tempestivamente senza farsi trovare impreparati quando è troppo tardi.

Il percorso di crescita , anche esponenziale, di alcune start up non esclude la possibilità di affrontare momenti difficili, soprattutto nella prima fase.

La differenza è data dal modo in cui si risponde ad ogni problema opponendo una soluzione vincente.