Gli errori da non fare per chi vuole scoprire come essere leader in ufficio

Qual è il tipico errore di chi assume una posizione di responsabilità all’interno dell’azienda? La volontà di strafare.

Nessun ruolo garantisce l’onnipotenza.

Nessuno può saper far tutto meglio degli altri, capire senza ascoltare, trovare soluzione senza aver identificare la causa del problemi.

Capire come essere leader non è semplice.

Eppure, a volte semplicità e umiltà basterebbero per evitare errori d’impostazione.

Il miglior modo per capire i collaboratori è di lasciare che siano loro a esprimere ambizioni, paure e obiettivi personali.

Il miglior modo per ottenere la loro fiducia è dimostrare fiducia nei confronti della loro persona e delle loro capacità.

Chi vuole sapere come essere leader in ufficio, deve necessariamente impegnarsi ad accrescere la propria intelligenza emotiva.

Non è sufficiente avere competenze di alto livello nel proprio ambito tecnico e professionale.

Bisogna essere in grado di metterle a disposizione degli altri nel raggiungimento di un fine collettivo.

Per quanto un singolo possa essere brillante, non è in grado di vincere da solo le partite più importanti per il proprio business.

La vera difficoltà è trovare la strada giusta per incentivare e motivare il proprio team di collaboratori.

Ognuno di loro ha una testa diversa, preferenze ed esigenze differenti.

In questa fase, si tende invece a semplificare e si crede che possa bastare un incentivo economico o un discorso ad effetto per raggiungere l’obiettivo.

Per essere leader in ufficio e motivare i propri collaboratori è indispensabile creare un clima confortevole.

 

Il primo caposaldo consiste nel capire che le motivazioni non si impongono.

Arrivare in ufficio e dire:

“E’ fondamentale aumentare la produttività”

non significa avere un maggiore impegno da parte dei collaboratori a meno che questi si sentano parte integrante di un percorso che li vede protagonisti e non pedine.

Non esiste neppure la riconoscenza a prescindere mossa da preconcetti del tipo:

“Dovrebbe ringraziarmi per averlo scelto per lavorare con me”

o credere in una trasposizione immediata:

“Se io mi impegno al massimo, lo faranno anche loro”.

Se vogliamo capire le motivazioni degli altri, la soluzione più semplice è favorire il dialogo.

Mostrati disponibile all’ascolto costantemente nel corso del tempo.

Ergersi su un piedistallo imponendo riunioni in cui si monopolizza la conversazione, non significa favorire la partecipazione.

Come essere un leader in ufficio : due pregiudizi sulla motivazione

Molti imprenditori credono che per i collaboratori l’unico incentivo allettante sia quello di natura economica, ma in realtà la maggioranza dei lavoratori preferirebbe altri modi di gratificazione.

Nel luogo di lavoro, si trascorre gran parte della giornata attiva ed è chiaro che si preferisca passare questo tempo in un clima sereno dove ci si senta apprezzati per le proprie competenze e il proprio operato.

Per tale ragione, un aumento economico non può essere usato come un ricatto morale:

“ti pago un po’ di più e, quindi, devi fare quello che dico io”.

Al tempo stesso, il sistema dei premi non deve assumere la logica della scuola “vecchio stile” in cui si divide il gruppo in “bravi” e “cattivi”.

 

Motivare i collaboratori è fondamentale per essere leader in ufficio

 

Per esempio, è ormai obsoleto il metodo di apporre su una lavagna o in bacheca dei segni che sottolineino i buoni risultati ottenuti da alcuni dipendenti perchè inevitabilmente si creano ansie e insicurezze negli altri.

Questo non significa che non sia giusto elogiare chi ha portato vantaggi concreti per l’azienda.

Queste lodi non devono discriminare gli altri per non demoralizzarli e aizzare pericolose invidie all’interno dell’ufficio.

Chi ha costruito il proprio successo sul come essere leader in ufficio , ha applicato la regola di “rimproverare in privato ed elogiare in pubblico” ma elogiare non significa confrontare.

Una frase come:

“A differenza degli altri, il reparto X ha raggiunto gli obiettivi” significa implicitamente puntare il dito verso il resto del personale che si sentirà sottostimato o incapace di ottenere gli stessi risultati.

Ecco come essere leader in ufficio!